Ansa - Comitato Rsa, bene Governo ma chiediamo un'ordinanza urgente - Axess PR
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(V. “Covid: Costa, promuoveremo modi per…” delle 14.55)

29 Aprile , 17:48

(ANSA) – ROMA, 29 APR – “Accogliamo con favore l’impegno del Governo per una riapertura delle Rsa alle visite dei familiari, ma ribadiamo che serve qualcosa di più, serve un’ordinanza urgente. Bisogna agire ora, anche perché dobbiamo evitare, come sta già accadendo in queste ore, il caos regionale, con Rsa che decidono da sole, regioni che fanno fughe in avanti e regioni immobili”. Così il presidente del Comitato Open Rsa Now (Orsan), Dario Francolino, commenta all’ANSA, quanto illustrato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa in risposta a due interrogazioni parlamentari in Commissione Affari sociali della Camera. Dopo il nostro appello al presidente della Repubblica Mattarella, sottolinea Francolino, “abbiamo ricevuto migliaia di messaggi da parte di parenti che vivono questa situazione drammatica”. Sulle Rsa, “si gioca la credibilità del Governo. Non servono strategie sofisticate occorre solo occuparsi del problema, avere cuore e pietà e decidere”. Le condizioni epidemiologiche in queste strutture, sottolinea, “sono mutate in positivo e gli ospiti sono vaccinati e oggi il 90% di queste strutture sono Covid free”, ma solo quattro Rsa in Trentino Alto Adige prevedono le visite in presenza senza la parete da contatto e quest’ultima c’è solo nel 18% delle strutture. L’unico caso in cui le visite sono autorizzate è dieci minuti prima che il paziente muoia”. A novembre 2020 il ministero della Salute ha emanato una circolare in cui chiedeva alle 7.342 Rsa di fare di tutto per consentire gli incontri in presenza. Il sottosegretario Costa nella risposta immediata alle interrogazioni di Versace (FI) e D’Arrando (M5S), spiega Francolino, “ha solo potuto fornire un puntuale elenco delle circolari emanate dal Ministero della Salute sulla specifica situazione ma noi vorremmo sapere perché non ha emesso, in accordo con il Comitato Tecnico Scientifico, un’ordinanza urgente per garantire l’applicazione della circolare disapplicata in tutta Italia?”. Se il problema è quello della mancanza di personale per vigilare che le visite siano svolte in modo corretto, conclude, “i parenti dei degenti potrebbero collaborare, insieme alle associazioni, come supporto”. (ANSA).

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