La Presse - Covid, Comitato parenti Rsa: No a riaperture con barriere - Axess PR
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Milano, 5 mag. (LaPresse) – “Diciamo un netto e fermo No a distanziamento e barriere, incontri con tempi contingentati, visite e uscite a discrezione delle direzioni sanitarie delle strutture, Green pass letto in chiave discriminatoria mentre diciamo Sì a triage, mascherine e tampone antigenico rapido”. I comitati Orsan – Open RSA Now e #RsAaperte prendono posizione in merito all’ipotesi di riaperture delle Rsa “con condizionamenti”.

“Si parla di entrate contingentate, plexiglass, green pass obbligatorio e discriminante, visite mediche esterne e uscite dalle strutture regolate a discrezione della direzione sanitaria e ci chiediamo: che senso ha avuto vaccinare tutti gli ospiti delle RSA se ancora devono vivere agli arresti domiciliari? I vaccini sono o non sono il baluardo di elezione contro il virus? I vaccini sono o non sono efficaci? Il Ministro della Salute Speranza ci spieghi. Le persone che risiedono in struttura sono ospiti o prigionieri?”, si legge nella nota dei comitati.

“Ripristinare le visite in presenza, dopo oltre un anno di isolamento, significa riattribuire il giusto valore al concetto di libertà personale, restituendo alla famiglia la tutela e la dignità costituzionale che le spettano. In un Paese dove il Presidente del Consiglio Draghi invita gli stranieri a venire per turismo semplicemente con un tampone negativo o il green pass, senza dover fare nessuna quarantena e senza limiti di tempo e circolazione, i cittadini ospiti delle rsa e rsd vivono ancora come prigionieri – affermano -. L’autodeterminazione e il libero godimento dei propri affetti famigliari sono gli unici elementi che distinguono una persona libera da un prigioniero: il Ministro Speranza ci dica che reato hanno commesso i nostri cari o li liberi, come il Ministro di una società democratica farebbe. Gli anziani e le persone in stato di fragilità sono esseri umani, non ‘cose’ di proprietà di qualcuno”.

Orsan – Open Rsa Now e #RsAaperte sono “pronti a rigettare qualsiasi proposta non riqualifichi la figura dell’anziano in quanto essere umano con diritti precisi in termini di libertà personali e tutela della salute. Ci aspettiamo inoltre che il Governo, nella figura del Ministro Speranza, nello stilare la propria proposta di protocollo visite, non prescinda dall’importanza fondamentale del contatto, libero e non sindacabile, quale fondamentale e imprescindibile forma di comunicazione, per tutte quelle persone affette da patologie come Alzheimer e demenze”.

“Festeggeremo quando e se rivedremo i nostri cari nel totale rispetto delle loro e delle nostre libertà costituzionali – conclude la nota -. Per momento vigiliamo e chiediamo tutela per coloro che dall’inizio di questa pandemia hanno pagato il prezzo più alto, in termini di vita, privazioni e isolamento”.

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