Danone,e-commerce e la responsabilità sociale - Axess PR
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La persona al centro, sostenibilità, responsabilità sociale, visione e sviluppo dell'e-commerce: la ricetta di Danone per superare la pandemia da Covid-19 - Axess PR  danone one health

Centralità delle persone e delle risorse umane, sostenibilità, responsabilità sociale delle aziende, capacità di creare empatia con i propri interlocutori. E ancora sviluppo dell’e-commerce, digitalizzazione dell’informazione scientifica, capacità di visione a medio-lungo termine. Sono queste secondo Fabrizio Gavelli, CEO di Danone Specialized Nutrition South Europe, presidente della Fondazione Istituto Danone le basi sulle quali dovrà poggiare la ripartenza delle imprese dopo l’emergenza Coronavirus.

La persona al centro, sostenibilità, responsabilità sociale, visione e sviluppo dell'e-commerce: la ricetta di Danone per superare la pandemia da Covid-19 - Axess PR  gavelli
Fabrizio Gavelli, CEO di Danone Specialized Nutrition South Europe, presidente della Fondazione Istituto Danone

“In Danone le persone sono da sempre il cuore dell’azienda, senza di loro sarebbe tutto molto più difficile e fin dal primo giorno ci siamo mossi per riuscire a mettere in sicurezza tutti i nostri dipendenti – ha spiegato Gavelli intervenendo nel corso del webinar dal titolo “Come la pandemia da Coronavirus ha modificato la comunicazione scientifica”, organizzato da WHIN – Web Health Information Network. Da inizio emergenza lavoriamo tutti in smart working, una formula che per Danone non rappresenta certo una novità dato che l’80% dei contratti firmati dalla nostra forza lavoro già prevedevano e includevano quest’opzione. Seguire questo approccio conservativo ci ha permesso di non avere nessun caso di contagio all’interno dell’azienda e su questo Danone Italia è diventata un modello da seguire e replicare in tutte le altre filiali Danone sparse in tutto il resto del mondo”.

Tra gli effetti provocati dal lockdown e dal distanziamento sociale c’è stato certamente quello di un rafforzamento dell’empatia con i medici e gli informatori medico-scientifici, principali interlocutori di Danone: “Dall’inizio del lockdown Danone ha inviato oltre 12.000 messaggi personalizzati ai medici con i quali siamo in contatto. Le esigenze dei medici – chiarisce Gavelli – sono passate in primo piano e siamo passati da una situazione di push a una di pull dove erano gli stessi medici a contattare gli informatori medico-scientifici per avere i materiali. Sono anche cambiati i sistemi di comunicazione, oggi ci vogliono velocità e flessibilità: ciò che bisogna fare è ascoltare ancora di più l’informatore medico-scientifico che adesso ha bisogno di maggiore disponibilità”.

La pandemia ha cambiato e modificato il concetto stesso di nutrizione, provocando come effetto diretto quello di un incremento nell’utilizzo delle piattaforme digitali e di e-commerce dell’azienda: “La nutrizione sta dimostrando di essere una vera e propria scienza che può aiutare a salvaguardare la salute delle persone – prosegue Gavelli. C’è un nuovo interesse per la nutrizione e in particolar modo per quanto riguarda la nutrizione dei bambini, dato che i genitori ora vanno molto meno dal pediatra e ciò ha avuto come effetto principale quello di un aumento nell’utilizzo delle piattaforme digitali come quelle sviluppate e messe da noi a disposizione per i nostri clienti. Noi abbiamo registrato un’esplosione nell’utilizzo della nostra piattaforma di e-commerce: siamo passati dallo 0,1% al 13% di utenti anche se questo è un picco destinato poi a rientrare, stabilizzandosi intorno a una quota media del 5%”.

Il Covid-19 inciderà in maniera profonda anche sul modo di fare comunicazione e informazione, sia all’interno dei canali aziendali che fuori: “Nel post pandemia – spiega Gavelli – assisteremo a un’esplosione della digitalizzazione dell’informazione. La comunicazione scientifica è diventata ancora più importante tanto che come Danone abbiamo deciso di portare la scienza sui nostri principali canali di comunicazione, creando una specie di Nutripedia attraverso la quale vogliamo veicolare un’informazione scientifica che sia il più oggettiva possibile, contrastando in maniera efficace le fake news che continuano purtroppo a circolare, diffondendosi in maniera capillare. In Italia abbiamo assistito, durante l’emergenza Covid-19, a un overload informativo, necessario e inevitabile, a causa del quale il lettore aveva però ancora più difficoltà a capire cosa tra ciò che gli veniva raccontato fosse vero e giusto. Solo la scienza ci può salvare la pelle e solo la corretta informazione scientifica ci potrà aiutare a sconfiggere la piaga delle fake news”.

Guardando con fiducia al futuro del business aziendale post Covid-19 Gavelli indica quelli che saranno gli strumenti di successo per le imprese per poter riuscire a superare questo momento difficile: “La sostenibilità diventerà una nuova challenge per evitare che si crei una dicotomia marcata tra salute vs prezzo con un aumento di quella che è la responsabilità delle aziende che dovranno avere e perseguire non più solo obiettivi economici ma anche sociali. Durante la crisi c’era una gestione a breve termine oggi la parola chiave è visione: avrà vita lunga infatti chi saprà gestire al meglio i cambiamenti e chi si adatterà in maniera più rapida alla nuova situazione post pandemia. Anche nei settori della nutrizione e dell’healthcare si andrà a creare una dicotomia tra chi vuole un prodotto migliore, di qualità e chi invece cerca una riduzione delle spese. Servirà dunque proporre dei prodotti adeguati, pensati per due target di consumatori molto diversificati tra loro, offrendo prodotti e servizi anche a chi avrà meno soldi da spendere. Noi come Danone facciamo una comunicazione al consumatore di tipo tribe o precision, utilizzando Google e individuando dei sottogruppi: ad esempio adesso è sempre più grande il sottogruppo di persone che vogliono acquistare prodotti locali”.

Lorenzo Brambilla

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